Il CEO di OpenAI Sam Altman è stato criticato dopo aver discusso dell’allocazione globale della memoria dei computer e aver messo in dubbio l’efficienza per i singoli utenti di conservare grandi quantità di DRAM nei propri personal computer.
I commenti sono arrivati durante un’intervista video con il presidente di Stripe John Collison sul canale YouTube Cheeky Pint. Intorno al minuto 29, Altman ha affrontato il crescente interesse per l’inferenza locale, riferendosi agli utenti che eseguono modelli linguistici direttamente sul proprio hardware.
Altman ha affermato che alcune persone presumono che i modelli open source risolveranno la necessità di grandi data center perché possono funzionare sui personal computer. Ha sostenuto che, da una prospettiva di allocazione globale, potrebbe essere inefficiente per tutti possedere quantità consistenti delle limitate scorte mondiali di DRAM quando quella memoria viene utilizzata solo per una piccola percentuale del tempo.
L’argomentazione è stata accolta negativamente dai critici, soprattutto in un contesto di prezzi della memoria più elevati. Il rapporto della fonte afferma che i consumatori stanno pagando circa cinque volte di più per la memoria rispetto all’inizio del 2025, con l’aumento dei costi dei componenti che sta interessando computer, schede grafiche, smartphone, console per videogiochi e altri prodotti che utilizzano memoria.
La posizione di Altman favorisce la concentrazione delle risorse di calcolo nei grandi data center, dove operano servizi di IA come ChatGPT. I critici considerano questo modello un rafforzamento del passaggio verso servizi software e hardware centralizzati e basati su abbonamento, invece di consentire agli utenti di possedere ed eseguire localmente le applicazioni.
La discussione arriva inoltre mentre il mercato continua a fare i conti con la pressione sulla disponibilità della memoria. Il rapporto afferma che, in assenza di una forte contrazione del settore dell’IA, l’attuale pressione sui prezzi della RAM potrebbe protrarsi per anni.
Fonti: PCWorld.