Secondo un editoriale di PCWorld, l’IA sta mettendo sotto pressione l’industria dei videogiochi in ambito hardware, sulle piattaforme di gioco e nello sviluppo. L’articolo sostiene che la domanda di risorse di calcolo, l’ondata di progetti generati o assistiti dall’IA e le speranze degli editori di tagliare i costi con l’IA stanno aggravando le difficoltà di giocatori e sviluppatori.
L’editoriale richiama alcune dichiarazioni del CEO di OpenAI, Sam Altman, secondo cui la memoria dei computer sarebbe impiegata meglio nei data center per eseguire modelli di IA. Sostiene che questa prospettiva riflette una competizione più ampia per le risorse hardware, pur osservando che i modelli di IA possono funzionare anche su sistemi locali. L’articolo collega inoltre la domanda di IA alle preoccupazioni sulla disponibilità e sul costo della memoria nei dispositivi destinati ai consumatori.
Sulle piattaforme di gioco, il Next Fest di Steam ha messo in luce i timori legati all’imitazione assistita dall’IA. Secondo quanto riferito, alcuni sviluppatori esitano a pubblicare demo perché temono che i loro giochi possano essere usati come modelli per progetti imitativi. L’editoriale afferma che sono già comparse inserzioni fraudolente di giochi e minacce di riprodurre titoli con l’IA, mentre le piattaforme devono trovare un difficile equilibrio tra la moderazione di contenuti di bassa qualità o ingannevoli e la necessità di restare aperte agli sviluppatori indipendenti.
Le pressioni riguardano anche i grandi studi. L’articolo descrive l’aumento dei costi di sviluppo dei titoli AAA e cita progetti cancellati, chiusure di studi e licenziamenti come segnali di un settore in difficoltà nel rendere redditizi i giochi ambiziosi. Afferma che gli editori presentano sempre più spesso l’IA come un modo per ridurre il fabbisogno di personale e i costi di produzione, anche se non è ancora chiaro se il codice e gli elementi grafici generati dall’IA possano garantire rendimenti finanziari in modo affidabile.
L’editoriale avverte che queste tendenze potrebbero portare a una maggiore dipendenza dai franchise consolidati e a un numero minore di nuovi progetti da parte dei grandi editori. Sostiene inoltre che gli investimenti nell’IA potrebbero comportare rischi anche al di fuori del settore videoludico, soprattutto se il boom dell’IA dovesse arrestarsi, mentre i consumatori continuano a preoccuparsi della sostenibilità economica dell’hardware e delle console da gioco.
Fonti: PCWorld.